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Alessandria Scolpita

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1 - COMUNICATO STAMPA del 19 novembre 2018

COMUNICATO STAMPA del 19 novembre 2018

Alessandria scolpita. Sentimenti e passioni fra gotico e rinascimento, 1450-1535Palazzo del Monferrato, Alessandria, 14 dicembre 2018 – 5 maggio 2019 

Alessandria scolpita è il titolo della mostra che la Camera di Commercio di Alessandria e la Città di Alessandria hanno promosso in occasione delle celebrazioni degli 850 anni di fondazione della città.

L’esposizione, che si terrà a palazzo del Monferrato dal 14 dicembre 2018 al 5 maggio 2019, è stata realizzata con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Alessandria, Asti e Cuneo, nonché delle Diocesi di Alessandria, Acqui Terme, Asti, Casale Monferrato, Mondovì, Tortona e dell’Arcidiocesi di Genova.

Beneficia, inoltre, del sostegno della Regione Piemonte, della Consulta per i Beni Culturali dell’Alessandrino, delle due Fondazioni della Cassa di Risparmio di Alessandria e della Cassa di Risparmio di Asti, della Regione Piemonte, della Provincia di Alessandria e di Alexala.

Sponsor della mostra sono alcune aziende private tra cui il Gruppo AMAG e la Guala Dispensing di Alessandria.

Curatore della mostra è il professor Fulvio Cervini, ordinario di Storia dell’Arte Medievale dell’Università di Firenze; il progetto di allestimento è realizzato dall’arch. Giancarlo Lombardi di Firenze, coadiuvato da Giorgio Annone (LineLab, Alessandria) per la parte grafica.

Il progetto è frutto della collaborazione di un Comitato scientifico composto da vari specialisti di settore: Marco Albertario, direttore della Galleria dell’Accademia di Belle Arti Tadini (Lovere, Bergamo); Simone Baiocco, Conservatore di Palazzo Madama (Torino); Massimiliano Caldera, funzionario Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio (SABAP, Torino); Fulvio Cervini, docente Università di Firenze; Guido Gentile, già Soprintendente Archivistico per il Piemonte e la Valle d’Aosta; Roberto Livraghi, direttore di Palazzo del Monferrato (Alessandria); Giulia Marocchi, funzionario SAPAB Alessandria, Asti, Cuneo; Valeria Moratti, funzionario SAPAB Alessandria, Asti, Cuneo; Vittorio Natale, storico dell’arte; Luciano Orsini, Direttore Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Alessandria; Antonella Perin, storica dell’architettura; Silvia Piretta, docente Università di Torino; Andrea Rocco, direttore Palazzo Mazzetti (Asti); Carla Enrica Spantigati, già Soprintendente Beni Artistici del Piemonte (Torino); Rossana Vitiello, funzionario Segretariato regionale MIBACT per la Liguria.

È prevista la realizzazione di un catalogo, la cui stampa è affidata alla casa editrice SAGEP di Genova.

La comunicazione è a cura di Luciana Rota, in collaborazione con l’Ufficio Stampa del Comune di Alessandria. La segreteria della mostra è svolta da Simona Gallo e Luana Rossi, della Camera di Commercio di Alessandria.

Il trasporto delle opere è realizzato dall’azienda Martina Service Srl di Susa. Le assicurazioni sono affidate alla compagnia Great Lakes Insurance SE, gruppo Munich Re.

Le aperture della sede della mostra e l’assistenza alle visite sono affidate all’Azienda Speciale Multiservizi Costruire Insieme, e alla delegazione alessandrina del FAI (Fondo Italiano per l’Ambiente).

Il progetto

La rassegna di Palazzo Monferrato intende offrire ai visitatori la possibilità di conoscere il patrimonio artistico figurativo prodotto sul territorio dell’Alessandrino tra Gotico e Rinascimento con l’esposizione di statue lignee policrome, a confronto con tavole dipinte e oggetti di oreficeria.

Alessandria e il suo territorio guadagnarono presto un rango rispettabile sull’orizzonte dei comuni medievali del Nord d’Italia e una dimensione architettonica e monumentale che purtroppo, oggi, si legge con gran fatica a seguito delle demolizioni sette e ottocentesche e della generale riplasmazione della città che hanno completamente stravolto la stratigrafia urbana medievale.

Alessandria, infatti, conosce proprio tra Quattro e Cinquecento una qualità culturale che ne esalta il ruolo di epicentro territoriale e di cerniera tra realtà diverse (soprattutto Milano e Pavia da un lato, e Genova dall’altro), all’insegna di un grande rinnovamento figurativo che si manifesta soprattutto nel campo della scultura in legno policromo, ancora ben rappresentata in zona da molte opere di assoluto livello.

Le opere in mostra si pongono l’obiettivo di valorizzare questo periodo che coincide con gli anni di effettivo dominio sforzesco sulla città, un periodo in cui Alessandria diventa un importante snodo e un naturale corridoio culturale che salda Milano e Genova, raccontando una storia dimenticata o dissimulata che proietta Alessandria e il suo territorio in una dimensione extra regionale, ricca di accenti propositivi che si esprimono in particolar modo attraverso la scultura lignea policroma, che addirittura elabora in questa fase modelli suoi propri, specie nel vastissimo campo dei crocifissi.

Per offrire un più ampio quadro d’insieme su un periodo di notevole fermento artistico e culturale di una città che esce dal gotico per protendersi verso un nuovo umanesimo, la scultura dialoga necessariamente con dipinti, oreficerie e selezionate sculture in pietra e tarsie.

Il percorso espositivo

La mostra è articolata in tre ampie sezioni. La prima è incardinata intorno a una spettacolare sequenza di crocifissi dolorosi; le altre due attorno a un gruppo del Compianto sul Corpo di Cristo; quello dell’oratorio della Pietà a Castellazzo Bormida, che si presenta in corso di restauro anche per illustrare le vicissitudini che questi gruppi hanno subito nel tempo, e i problemi di conservazione che pongono; e quello dell’oratorio dei Bianchi a Serravalle Scrivia, restaurato alcuni anni fa con fondi ministeriali. Tre idee differenti di intendere la Passione di Cristo, rappresentativi di tre generazioni di artisti.

La prima sezione, intitolata “Il senso della natura alla frontiera del gotico”, è dedicata al “naturalismo lineare”, una modalità intensa ed elegante di rappresentare le passioni, ben espressa nei crocifissi ligure-piemontesi di Bosco Marengo e di Priero, nel misconosciuto Cristo deposto di Ozzano o ancora nei deliziosi Angeli del Santuario della Verna in provincia di Arezzo, usciti da una bottega del Piemonte meridionale: questo linguaggio si ammorbidisce dopo la metà del secolo grazie alla cultura tardogotica lombarda, ben rappresentata dal crocifisso del pavese Baldino da Surso, prestato da Palazzo Madama a Torino, ma proveniente dall’abbazia di Sezzadio (dunque, una sorta di ritorno a casa) e soprattutto dal magnifico ostensorio di Voghera, eccezionale prestito concesso dai Musei Civici del Castello a Milano. La mostra si apre però con la preziosa Vierge ouvrante di Pozzolo Formigaro, opera renana del tardo Trecento, che documenta la circolazione di idee a largo raggio: una Madonna col Bambino che si apre per mostrare la prefigurazione del sacrificio di Gesù.

La seconda sezione, “Una forma strutturata al tramonto del Quattrocento”, evidenzia il passaggio verso opere con una forma più strutturata, che si manifesta verso la fine del secolo: capisaldi di questo percorso sono il Compianto di Castellazzo (cui è dedicata un’intera sala), i poco noti Dolenti di San Paolo ad Asti, restaurati per l’occasione, il crocifisso di Masio, anch’esso fresco di restauro, e la superba Maddalena di Novi. Il pittore alessandrino Giovanni Mazone, che lavorava soprattutto a Genova, è protagonista di questa grandiosa riconquista della forma, ben rappresentata dalla Crocifissione della Pinacoteca di Savona e dalle tavole della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria. Questi decenni vivono di aperture verso Pavia, Milano e Cremona evocate dalla splendida croce del Duomo di Asti firmata dal cremonese Giovanni Antonio Feta, e dall’Adorazione dei Magi del Museo Borgogna di Vercelli, opera di Francesco Casellani proveniente da Vignale. Intorno al 1500 l’artista di riferimento in questa zona è Gandolfino da Roreto, di cui si presenta il notevole trittico di Quargnento dopo il restauro finanziato dalla Consulta per i Beni Culturali dell’Alessandrino, mentre anche la sua Madonna di Palazzo Madama a Torino torna a casa, perché viene dal Duomo di Alessandria.

La terza sezione, “Verso una nuova poetica degli affetti”, racconta la coltivazione di una nuova capacità di rappresentare tensioni e sentimenti legata alla cultura leonardesca di cui è interprete, in particolar modo, Giovanni Angelo del Maino con la sua bottega. Una rivoluzione linguistica che trova fertile terreno nell’alessandrino, dove si sviluppa un linguaggio originale, fortemente ispirato dalla bottega del Maino, che ha il suo vertice nel Compianto di Serravalle e nel potente Crocifisso di Ponzone. Accanto ad alcune opere importanti di questo grande artista e della sua bottega, come le figure superstiti di una pala di Ponzone o la Madonna del Parto in San Dalmazzo ad Alessandria, figurano opere eccentriche come la Pietà fiamminga di Merana, confronti pittorici di decantata qualità – come la tavola di Pietro Grammorseo proveniente da San Francesco a Casale, recentemente acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria – e l’importante riscontro dell’urna marmorea di San Dalmazzo a Quargnento. Lo straordinario e generoso prestito di due porte intarsiate della Cattedrale di Savona permette inoltre di rappresentare la cultura prospettica lombarda, in cui primeggiarono i castelnovesi Ambrogio de Fornari e Giovan Michele Pantaleoni.

La mostra si chiude con un rilievo ligneo un tempo montato sulla macchina d’altare progettata da Giorgio Vasari per Santa Croce a Bosco Marengo, che chiude idealmente questo periodo e si apre verso nuove modalità espressive: un oggetto che ad Alessandria nessuno aveva più visto dal XIX secolo, allorché prende le vie del collezionismo per approdare in Palazzo Venezia a Roma, dove si trova tuttora. Alcune cartografie storiche guideranno il visitatore nella lettura corretta dell’organizzazione del territorio in età sforzesca.

La mostra si compone di quarantasei opere, per un totale di sessantaquattro pezzi (ciascun compianto comprende otto sculture).

L’esposizione sarà completata ed arricchita dalla predisposizione di un percorso cittadino, intitolato “Alessandria scolpita e dipinta”, che consentirà di vedere opere conservate in città che non è stato possibile o opportuno trasferire nelle sale espositive per ragioni di spazio e sicurezza, ma che rientrano a pieno titolo nell’orizzonte della mostra.

L’itinerario cittadino di visita comprende il Museo Civico di Palazzo Cuttica e le Sale d’Arte, Palazzo Ghilini, la Cattedrale di San Pietro, le chiese di Santa Maria del Carmine, Santo Stefano e Santa Maria di Castello: le aperture e le visite guidate saranno realizzate con la collaborazione dell’ASM Costruire Insieme, degli Uffici Beni Culturali e Turismo della Diocesi, nonché dell’associazione di volontari “Viviamo l’Arte”. Maria Luisa Caffarelli e Rino Tacchella hanno curato i testi della guida cartacea al percorso cittadino.

Tra le iniziative collaterali all’esposizione sono in programma anche due cicli di seminari, da svolgersi nel corso dei primi mesi del 2019 a cura dei componenti del Comitato scientifico, per curare la divulgazione dei contenuti della mostra a un pubblico di appassionati e di studenti.

Sono inoltre allo studio appositi strumenti informatici (una app dedicata, per esempio) per agevolare la visita alla mostra da parte di visitatori portatori di disabilità, con particolare riferimento ai non vedenti.

Elenco delle opere in mostra

Sezione 1: Il senso della natura alla frontiera del gotico

  • Scultore lombardo, Santa Caterina di Alessandria, Castelnuovo Scrivia, Sant’Ignazio (Gesuiti)
  • Scultore renano, Madonna con Bambino (Vierge ouvrante), Pozzolo Formigaro, Palazzo Municipale
  • Scultore ligure-piemontese, Crocifisso, Bosco Marengo, Chiesa parrocchiale di San Pantaleone
  • Scultore ligure-piemontese, Crocifisso, Priero, Chiesa parrocchiale
  • Scultore ligure-piemontese, Crocifisso, Alessandria, Palazzo Ghilini
  • Scultore piemontese, Cristo morto. Ozzano, Chiesa parrocchiale
  • Ambito di Baldino da Surso, Pietà, Torino, collezione privata
  • Baldino da Surso, Crocifisso, Torino, Museo Civico d’Arte Antica
  • Scultore ligure piemontese (Maestro del Compianto di Castel Sant’Angelo), Angeli reggicero, Chiusi della Verna, Museo del Santuario
  • Orafi milanesi, Ostensorio ambrosiano, Milano, Musei Civici del Castello
  • Orafo lombardo, Stauroteca, Valenza, Duomo
  • Orafo astigiano, Reliquario Scarampi, con custodia, Vinchio, Parrocchiale
  • Orafo lombardo, Calice del vescovo De Capitaneis, Alessandria, Cattedrale

Sezione 2: Una forma strutturata al tramonto del Quattrocento

  • Scultore piemontese, Compianto sul corpo di Cristo, Castellazzo Bormida, Oratorio della Pietà
  • Scultore piemontese, Santa Maria Maddalena figura dal Calvario, Novi Ligure, Collegiata di Santa Maria
  • Scultore astigiano (?), Dolenti, Asti, San Paolo
  • Maestro del Crocifisso di Sant’Andrea a Vercelli, Crocifisso, Torino, collezione privata
  • Scultore lombardo-piemontese (?), Crocifisso, Masio, chiesa parrocchiale
  • Maestro di Trognano, Presepe, Alessandria, Museo Civico
  • Scultore lombardo, Presepe. Oulx, Flavio Pozzallo
  • Giovanni Mazone, San Sebastiano, Alessandria, Palazzo del Governatore
  • Giovanni Mazone, Crocifisso e dolenti, Savona, Pinacoteca civica
  • Giovanni Mazone, Santa Chiara, Santa Monica, Alessandria, palazzo del Governatore
  • Gandolfino da Roreto, Madonna col Bambino in gloria, Torino, Museo Civico di Arte Antica
  • Gandolfino da Roreto, Polittico con Madonna e Santi, Quargnento, Chiesa parrocchiale di San Dalmazzo
  • Gandolfino da Roreto, Crocifisso e dolenti, Alessandria, Cattedrale
  • Scultore alessandrino, Sant’Antonio abate, Cassine, San Francesco
  • Francesco Casellani, Adorazione dei Magi, Vercelli, Museo Francesco Borgogna
  • Orafo lombardo-piemontese, Croce astile. Giarole, Chiesa parrocchiale
  • Orafo lombardo, Croce astile, Castelnuovo Scrivia, Chiesa parrocchiale SS. Pietro e Paolo
  • Giovanni Antonio Feta, Croce processionale, Asti, Museo Diocesano di san Giovanni

Sezione 3: Verso una nuova poetica degli affetti

  • Ambito di Giovanni Angelo Del Maino, Compianto sul Corpo di Cristo, Serravalle Scrivia, Oratorio dei Bianchi
  • Giovanni Angelo Del Maino, Dio Padre, Ponzone, Oratorio del Suffragio
  • Ambito di Giovanni Angelo Del Maino, San Michele Arcangelo, Ponzone, Oratorio del Suffragio
  • Ambito di Giovanni Angelo Del Maino, San Giovanni Evangelista, Ponzone, Oratorio del Suffragio
  • Ambito di Giovanni Angelo del Maino, San Sebastiano, Voltaggio, oratorio del Gonfalone
  • Scultore fiammingo, Pietà, Merana, Parrocchiale
  • Scultore alessandrino, Crocifisso, Ponzone, parrocchiale
  • Giovanni Angelo del Maino, Angelo reggicero, Torino, Musei Reali, Galleria Sabauda
  • Giovanni Angelo Del Maino, San Giovanni Evangelista, da un Compianto, Torino, Ezio Benappi
  • Giovanni Angelo Del Maino, Madonna del Parto, Alessandria, San Dalmazzo
  • Pietro Grammorseo, I Santi Margherita ed Eusebio, Alessandria, Palazzo del Governatore
  • Scultore lombardo, Urna per le reliquie dei Santi Dalmazzo, Primo e Feliciano, Quargnento, parrocchiale di San Dalmazio
  • Agostino Bombelli, Stimmate di san Francesco con san Bernardo, Voltaggio, Pinacoteca dei Cappuccini.
  • Giovan Michele Pantaleoni, Presepe e Adorazione dei pastori, Savona, cattedrale di N. S. Assunta.

Epilogo

  • Giovanni Gargiolli, Cena in casa del Fariseo, Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia

IMMAGINI E DIDASCALIE QUI

Crediti fotografici free #MDidier per Palazzo del Monferrato AL

2 - Il saluto di Gian Paolo Coscia presidente della Camera di Commercio di Alessandria

Palazzo Monferrato, fedele alla sua vocazione di spazio-vetrina in cui mettere in luce le ricchezze del territorio, presenta una storica occasione per ammirare il patrimonio storico-artistico che la regione alessandrina ha saputo produrre e commissionare durante una stagione fondamentale della sua storia, il periodo della dominazione sforzesca, tra la metà del Quattrocento e i primi quattro decenni del Cinquecento.

Sono certo che i visitatori di questa mostra resteranno colpiti dalla qualità e dalla bellezza degli oggetti e delle opere che vi sono esposti.

La caratteristica di cui andiamo molto fieri, e di cui ringraziamo prima di tutto il curatore, prof. Fulvio Cervini e il Comitato scientifico che lo ha affiancato, è che tutti i materiali esposti raccontano coerentemente la storia di questo territorio, mettendone in rilievo la caratteristica di essere da sempre un luogo di scambio, di dialogo tra diverse culture, una terra che nonostante le aspre contese che si sono combattute per il suo possesso non ha mai cessato di esprimere una vocazione a fare da cerniera piuttosto che da confine.

La mostra ha un evidente rilievo scientifico, ma questo non riduce, anzi moltiplica, anche il suo valore di promozione turistica: perché rimaniamo convinti che il modo più efficace per far conoscere questo territorio sia proprio quello di raccontarne il valore culturale.

Per questo motivo desidero esprimere a nome mio personale e della Camera di Commercio di Alessandria il grazie più sentito a quanti hanno reso possibile questo risultato: in primo luogo il Comune di Alessandria che ha inserito questo evento nelle celebrazioni ufficiali per gli 850 anni di fondazione della città, poi la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Alessandria, Asti e Cuneo, la Regione Piemonte, la Provincia di Alessandria, la Diocesi di Alessandria e le altre che hanno autorizzato i vari prestiti, la Consulta per la Valorizzazione dei beni artistici dell’Alessandrino, nonché le Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e di Asti, gli sponsor, i prestatori pubblici e privati, i musei e tutti coloro che hanno lavorato all’allestimento, ai trasporti, alla comunicazione, alla grafica, agli aspetti logistici e organizzativi.

Come conclusione mi si consenta di ricordare che questa mostra è profondamente incardinata nel territorio che oggi chiamiamo con il nome di Monferrato, per il cui sviluppo stiamo lavorando e che rappresenta un elemento di coesione, di storia condivisa e di futuro da costruire.

Gian Paolo Coscia – Presidente della Camera di Commercio di Alessandria

 

 

3 - Il Sindaco di Alessandria Gianfranco Cuttica

‘Alessandria scolpita’, mostra promossa dalla Camera di Commercio e dal Comune di Alessandria, pone un altro tassello importante e altamente qualificato nel programma delle celebrazioni per gli 850 anni di fondazione della Città di Alessandria.

Sarà l’occasione per stimolare la riflessione sul ruolo di primo piano come crocevia e collettore di flussi artistici e culturali che il nostro territorio, per la sua stessa centralità geografica, ha svolto tra Medioevo e Rinascimento e che purtroppo, con la generale riorganizzazione della Città avvenuta tra il Settecento e l’Ottocento, è difficile leggere fra le stratigrafie urbane giunte fino ai giorni nostri.

Le opere in mostra sono il frutto delle scuole artistiche del nostro territorio e  consentono la scoperta di un patrimonio artistico culturale che potremmo, in modo molto semplicistico, definire ‘della porta accanto’: per esempio la ‘Madonna del Parto’, scelta come immagine rappresentativa della mostra, è un’opera di Giovanni Angelo Del Maino, un’esponente di primo piano nel campo della scultura lignea nel ducato di Milano all’inizio del XVI secolo, custodita all’interno della chiesa di San Dalmazzo ad Alessandria. Si tratta di una presenza di alto valore artistico che forse non troppi alessandrini conoscono e hanno avuto modo di apprezzare.

Allo stesso modo le opere presenti nei nostri musei civici (Palazzo Cuttica e Sale d’Arte), a palazzo Ghilini o in diverse delle chiese cittadine sono l’espressione della forte vivacità artistica del momento di cui Alessandria è stata protagonista.

Per questa ragione, la riflessione sul tema non si limiterà alle stanze dell’esposizione, ma, in collaborazione con la nostra azienda speciale Costruire Insieme, abbiamo pensato di allargare gli orizzonti accompagnando l’esposizione con un percorso di approfondimento fra le vie cittadine per ammirare le nostre opere che, per loro stessa natura, non potevano essere esposte con le altre, ma che rientrano a pieno titolo nell’orizzonte della mostra.

Una mostra che sarà sicuramente una gioia per gli occhi, ma anche l’occasione di un forte coinvolgimento emotivo culturale e intellettuale e consentirà, non solo agli alessandrini, di cogliere la ricchezza del patrimonio artistico di questo territorio e la sua rilevanza nell’ambito della storia dell’arte italiana ed europea”.

Il sindaco – Gianfranco Cuttica di Revigliasco

4 - Egle Micheletto - Ministero per i beni e le attività culturali

La Soprintendenza ha aderito al progetto della mostra Alessandria Scolpita. Sentimenti e passioni fra Gotico e Rinascimento, 1450-1535 con la profonda convinzione che l’ente statale preposto alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali del territorio potesse dare un concreto contributo all’iniziativa, in termini sia di conoscenza sia di interventi conservativi sulle opere selezionate dal curatore Fulvio Cervini coadiuvato dall’instancabile direttore di Palazzo del Monferrato Roberto Livraghi e da un validissimo Comitato scientifico.

Ai molteplici contributi critici dei diversi studiosi coinvolti nella bella iniziativa organizzata dalla Camera di Commercio e dal Comune di Alessandria in collaborazione con la Diocesi, la Consulta per i Beni artistici e culturali dell’Alessandrino, le Fondazioni Cassa di Risparmio di Alessandria e di Asti, si accompagnano, dunque, le relazioni riguardanti le attività di tutela che più caratterizzano l’operato della Soprintendenza sul territorio: i restauri. L’occasione offerta da questa mostra è anche quella di delineare un quadro dei principali interventi conservativi attuati su opere d’arte mobili del periodo considerato – le decadi a cavallo tra XV e XVI secolo – dagli anni Cinquanta del secolo scorso ad oggi, con particolare riguardo agli ambiti alessandrino e astigiano. Tra di essi, si evidenziano alcuni restauri effettuati negli ultimi dieci anni su opere di importanti maestri che hanno operato sul territorio, come lo scultore pavese Baldino da Surso, che firma nel 1477 il coro del Duomo di Asti ed è rappresentato in mostra dal bel Crocifisso proveniente dall’abbazia di Santa Giustina a Sezzadio, oggi conservato in Palazzo Madama a Torino. E se i risultati dei restauri succedutisi nel tempo hanno spesso ridisegnato (e talora aperto) le vie della critica, con soddisfazione la Soprintendenza presenta oggi alcuni interventi su opere in mostra che certamente apriranno nuove possibilità di confronto e di conoscenza. Dal poco conosciuto Compianto dell’oratorio della Pietà di Castellazzo Bormida, ai due Dolenti della chiesa di San Paolo di Asti, fino al ben noto polittico di Quargnento di Gandolfino da Roreto – per citare alcuni esempi –, tutte le opere oggi restaurate contribuiranno, con quelle già oggetto d’intervento, a narrare un percorso di cultura fortemente radicato nel nostro territorio ma estremamente aperto a sollecitazioni provenienti dai centri limitrofi, nelle dinamiche di un dialogo che la mostra odierna, frutto di ricerche specialistiche di anni, restituisce in tutta la sua ricchezza.

La nostra Soprintendenza ringrazia tutti coloro che, a diverso titolo, hanno speso energie e risorse per giungere al risultato che oggi si presenta e che – ne sono certa – affascinerà un pubblico di non soli specialisti.

Egle Micheletto

5 - Antonella Parigi - Regione Piemonte

La Regione Piemonte, rinnovando l’attenzione e l’impegno a sostegno della produzione culturale nell’ambito delle attività espositive, si propone di stimolare sempre più la realizzazione di proposte di qualità, capaci di dar forma a un vero e proprio palinsesto di occasioni di fruizione, che rappresenta ormai un fattore di caratterizzazione del nostro territorio.

In particolare la Regione Piemonte ha individuato nelle attività espositive uno dei temi portanti della propria politica culturale, impegnandosi a fianco delle tante istituzioni attive del territorio, e facendone una risorsa di valorizzazione e sviluppo del territorio.

Un contesto all’interno del quale spicca per qualità la mostra “Alessandria Scolpita. Sentimenti e passioni fra gotico e rinascimento”, promossa dalla Camera di Commercio di Alessandria e dal Comune di Alessandria, parte integrante del calendario di appuntamenti per le celebrazioni per gli 850 anni di fondazione della città. Un’esposizione rigorosa e di grande interesse, che contribuisce ad arricchire significativamente l’offerta culturale del nostro territorio; e, allo stesso tempo, una riflessione sul nostro patrimonio storico e artistico, che proietta Alessandria e il suo territorio in una dimensione extra regionale, ricca di accenti propositivi

Una preziosa opportunità di fruizione, dunque, e testimonianza del grande e importante lavoro svolto delle istituzioni culturali e dagli enti del nostro territorio.

 Antonella Parigi –        Assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte

6 - Piergiacomo Guala - Consulta

La Consulta per la Valorizzazione dei beni culturali dell’Alessandrino che ho l’onore di presiedere dal 1997, anno della sua fondazione, non poteva mancare di partecipare a questo appuntamento di promozione della storia, della varietà e della ricchezza artistica di Alessandria e del suo territorio, che la Camera di Commercio e il Comune hanno voluto realizzare.

La Consulta, infatti, è nata con finalità perfettamente coincidenti con quelle dichiarate dagli organizzatori della rassegna espositiva: far conoscere, promuovere, valorizzare le meravigliose realtà artistiche che questo territorio nasconde, farci sentire tutti un po’ più orgogliosi, consapevoli e responsabili del patrimonio che la saggezza degli antichi ci ha tramandato e che oggi abbiamo il compito di mantenere e trasmettere integro a chi verrà dopo di noi.

 

Mi sembra molto importante e significativo che questa sia anche, e forse soprattutto, una mostra di opere restaurate di recente. Ovviamente siamo particolarmente orgogliosi del fatto che la nostra Consulta abbia contribuito a realizzare alcune di queste operazioni – ad esempio quella del recupero e della restituzione della meravigliosa tavola dipinta da Gandolfino da Roreto, appartenente alla chiesa di San Dalmazzo di Quargnento. Ma più in generale ci piace verificare quanto impegno sia stato messo anche da molti altri soggetti attivi sul territorio, quanto lavoro sia stato fatto in questi anni, quanto proficua sia qui da noi la collaborazione con gli Organi di tutela, con le Diocesi, le Fondazioni bancarie, gli sponsor aziendali e privati.

 

Allora, forse, i sentimenti e le passioni cui accenna il titolo della mostra, al confine tra gotico e rinascimento, possono diventare anche i nostri, all’alba di un nuovo millennio, nell’azione svolta in favore di un patrimonio che sentiamo nostro e che vogliamo far vivere e far conoscere nella sua complessità e bellezza.

 

 

Piergiacomo Guala

Presidente Consulta per la valorizzazione dei beni artistici e culturali dell’Alessandrino

 

7 - Pier Angelo Taverna Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria

L’adesione della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria a questa interessante e inedita iniziativa promossa dalla Camera di Commercio e dal Comune di Alessandria, in occasione della ricorrenza dell’850° anniversario di fondazione della nostra città, è completa e convinta.

La mostra Alessandria scolpita. Sentimenti e passioni fra gotico e rinascimento, 1450-1535 sarà, infatti, l’occasione per divulgare e approfondire un capitolo meno conosciuto della nostra storia dell’arte, per indagare un periodo, tra il Quattro e il Cinquecento, che ha visto Alessandria al centro di un ricco fermento culturale di cui, nel tempo, si erano perse le tracce.

Il numero e il valore delle opere esposte nelle sale di Palazzo del Monferrato, i partner istituzionali che partecipano a questa prestigiosa rassegna, gli esperti che lavorano al reperimento delle opere, all’allestimento e al catalogo della mostra, all’organizzazione delle iniziative collaterali sono la misura dell’importanza dell’evento che interesserà tutto il nostro territorio.

Il ruolo della Fondazione non si limiterà ad affiancare i promotori, ma sarà attivo e concreto in quanto verranno esposte in mostra tre opere di grande pregio che sono parte della collezione d’arte, presente nelle sale dell’antico “broletto”.

Si tratta di due tele riproducenti rispettivamente San Sebastiano e Santa Chiara e Santa Monica di Giovanni Mazone, pittore alessandrino, vissuto tra la seconda metà del ‘400 e i primi anni del ‘500, maestro di una fiorente bottega, le cui opere furono molto richieste e apprezzate in Piemonte come in Liguria. La terza tela è intitolata I Santi Margherita ed Eusebio, di Pietro Grammorseo, attivo a Casale Monferrato nei primi decenni del ‘500.

Un patrimonio che la Fondazione mette a disposizione del pubblico promuovendo visite guidate all’interno della propria sede e che, in questa occasione, ha deciso di concedere in mostra per completare l’immagine di “Alessandria scolpita” che si inserisce perfettamente nel ricco calendario delle iniziative promosse per celebrare gli 850 anni della città e nel percorso culturale che, da anni, viene attuato in sinergia con gli altri enti preposti sul territorio.

Mi auguro che l’impegno corale profuso per organizzare questo evento richiami un pubblico numeroso e interessato a conoscere la nostra città e la nostra provincia e ad apprezzarne le peculiarità storiche, culturali, ambientali e perché no, anche enogastronomiche.

Pier Angelo Taverna

8 - Luciano Orsini Diocesi di Alessandria

L’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Alessandria collabora in varie forme all’organizzazione di questo importante appuntamento. “Alessandria scolpita” è infatti, una mostra che mette in luce e valorizza alcune rilevanti opere che fanno parte del patrimonio storico-artistico di pertinenza della nostra Diocesi e delle sue chiese, dal capoluogo a Valenza, da Castellazzo Bormida a Quargnento.

Siamo ben consapevoli del fatto che la Chiesa locale è custode di questa eredità, che non è solo artistica, ma certamente anche di fede autentica, di devozione popolare, di affettuoso legame tra le singole comunità e gli edifici ove per secoli esse hanno testimoniato la propria appartenenza.

La Diocesi di Alessandria intende anche farsi carico – in un contesto molto ampio di collaborazioni significative che ci conforta e ci fa ben sperare nel futuro – di un piccolo contributo per la creazione e la gestione di un itinerario di visita esterno alla rassegna di palazzo Monferrato. Lo farà con il supporto e il coinvolgimento degli Uffici Turismo e Beni Culturali, ma anche dell’associazione di volontari “Viviamo l’arte”.

L’effigie della Madonna del Parto, proveniente da una chiesa della città di Alessandria, è stata scelta non casualmente, come “immagine guida” di tutta la mostra. Si tratta infatti di un’opera di eccezionale bellezza e anche di grande valore storico-artistico, che può ben rappresentare emblematicamente tutte le altre sculture, pitture, oggetti di oreficeria, che sono pervenuti fino a noi attraverso i secoli e che noi abbiamo il dovere di trasmettere a nostra volta a chi verrà dopo di noi.

Diac. Prof. Luciano Orsini

Delegato diocesano e Direttore Ufficio per i Beni Culturali

 

9 - Cristina Antoni - CulturAle ASM Costruire Insieme

Fëdor Dostoevskij, il grande romanziere russo, adorava la Madonna Sixtina di Raffaello. Pur essendo un autore che scavava nel fondo anche più oscuro dell’animo umano e che descriveva sentimenti perversi, non poteva fare a meno della bellezza rasserenante della Madonna dell’artista urbinate.

Una volta l’anno si recava a trovarla, a Dresda, nella Gemäldegalerie per contemplarla. Spesso la citava nei suoi romanzi, come simbolo di bellezza assoluta e riconosciuta. Proprio quella bellezza, dell’arte e della cultura, di cui egli stesso scrisse “salverà il mondo”.

Questo promessa ‘La bellezza salverà il mondo’ è stato scelta come claim al nuovo logo che rappresenta l’Azienda Multiservizi Costruire Insieme, recentemente presentato.

“L’Azienda – dichiara il presidente, Cristina Antoni – ha oggi  una nuova veste, totalmente rivolta alla cultura, riconoscendo in essa la radice della sua vera missione: quella di accompagnare l’Amministrazione Comunale nella sua funzione educativa e di rilancio del territorio, oltre che di proposta culturale  e turistica”.

“Con un nuovo logo che chiaramente richiama la cultura e le sue numerose sfumature, tante quanti sono i servizi offerti – aggiunge il Presidente – sarà possibile riconoscere immediatamente la sua attività ed identificarsi sul territorio in cui opera, consolidando la sua ‘specialità’ e  qualità professionale”.

CulturAle offre infatti un’ampia gamma di servizi sul territorio cittadino: dai Musei, Marengo Museum, Palazzo Cuttica, Sale d’Arte , Teatro delle Sienze, all’Informagiovani, la Mediazione Culturale, l’Informazione e Accoglienza Turistica,  la Promozione alla Lettura presso la Biblioteca Civica “Francesca Calvo”, il Centro Gioco Il Bianconiglio ed il Centro Famiglie Magicascina.

“Le aziende speciali qualificate – aggiunge il presidente Cristina Antoni – hanno autonomia imprenditoriale, senza perdere il collegamento con l’ente pubblico di riferimento,  che può permettere loro snellezza e agilità di movimento. Noi siamo chiamati a far si che ciò avvenga, proprio per aiutare il Comune di Alessandria ad eccellere sul piano culturale”.

“Per quanto riguarda la mostra ‘Alessandria scolpita’ – prosegue Cristina Antoni – siamo stati chiamati a collaborare esternamente con gli organizzatori, CCIAA e Azienda speciale Asperia, ad integrare la parte dei servizi museali con i nostri qualificati operatori. Nello specifico l’azienda si occuperà di seguire l’evento in senso temporale per tutta la sua durata, con l’apertura di tutti i musei cittadini coinvolti nella mostra, palazzo Cuttica e le Sale d’Arte, oltre ad assicurare l’assistenza ai visitatori di palazzo Monferrato per diversi giorni della settimana. Il nostro personale si occuperà, inoltre, di organizzare le visite guidate per questo prestigioso evento che sarà certamente  di grande impatto sul piano culturale e turistico della città”

CulturAle  ASM Costruire Insieme
Il Presidente Cristina Antoni

9 - Cristina Antoni - CulturAle ASM Costruire Insieme

Fëdor Dostoevskij, il grande romanziere russo, adorava la Madonna Sixtina di Raffaello. Pur essendo un autore che scavava nel fondo anche più oscuro dell’animo umano e che descriveva sentimenti perversi, non poteva fare a meno della bellezza rasserenante della Madonna dell’artista urbinate.

Una volta l’anno si recava a trovarla, a Dresda, nella Gemäldegalerie per contemplarla. Spesso la citava nei suoi romanzi, come simbolo di bellezza assoluta e riconosciuta. Proprio quella bellezza, dell’arte e della cultura, di cui egli stesso scrisse “salverà il mondo”.

Questo promessa ‘La bellezza salverà il mondo’ è stato scelta come claim al nuovo logo che rappresenta l’Azienda Multiservizi Costruire Insieme, recentemente presentato.

“L’Azienda – dichiara il presidente, Cristina Antoni – ha oggi  una nuova veste, totalmente rivolta alla cultura, riconoscendo in essa la radice della sua vera missione: quella di accompagnare l’Amministrazione Comunale nella sua funzione educativa e di rilancio del territorio, oltre che di proposta culturale  e turistica”.

“Con un nuovo logo che chiaramente richiama la cultura e le sue numerose sfumature, tante quanti sono i servizi offerti – aggiunge il Presidente – sarà possibile riconoscere immediatamente la sua attività ed identificarsi sul territorio in cui opera, consolidando la sua ‘specialità’ e  qualità professionale”.

CulturAle offre infatti un’ampia gamma di servizi sul territorio cittadino: dai Musei, Marengo Museum, Palazzo Cuttica, Sale d’Arte , Teatro delle Sienze, all’Informagiovani, la Mediazione Culturale, l’Informazione e Accoglienza Turistica,  la Promozione alla Lettura presso la Biblioteca Civica “Francesca Calvo”, il Centro Gioco Il Bianconiglio ed il Centro Famiglie Magicascina.

“Le aziende speciali qualificate – aggiunge il presidente Cristina Antoni – hanno autonomia imprenditoriale, senza perdere il collegamento con l’ente pubblico di riferimento,  che può permettere loro snellezza e agilità di movimento. Noi siamo chiamati a far si che ciò avvenga, proprio per aiutare il Comune di Alessandria ad eccellere sul piano culturale”.

“Per quanto riguarda la mostra ‘Alessandria scolpita’ – prosegue Cristina Antoni – siamo stati chiamati a collaborare esternamente con gli organizzatori, CCIAA e Azienda speciale Asperia, ad integrare la parte dei servizi museali con i nostri qualificati operatori. Nello specifico l’azienda si occuperà di seguire l’evento in senso temporale per tutta la sua durata, con l’apertura di tutti i musei cittadini coinvolti nella mostra, palazzo Cuttica e le Sale d’Arte, oltre ad assicurare l’assistenza ai visitatori di palazzo Monferrato per diversi giorni della settimana. Il nostro personale si occuperà, inoltre, di organizzare le visite guidate per questo prestigioso evento che sarà certamente  di grande impatto sul piano culturale e turistico della città”

CulturAle  ASM Costruire Insieme
Il Presidente Cristina Antoni

10 - Tappe di un itinerario di visita alle opere quattro-cinquecentesche della città di Alessandria
1 – CATTEDRALE DI SAN PIETRO

Piazza Giovanni XXIII

L’armoniosa facciata neoclassica è sormontata dalle statue degli evangelisti e dominata dal campanile (1922), tra i più alti d’Italia. Fu consacrata nel 1810, integrandola nell’antica chiesa di San Marco in luogo del duomo medievale demolito in epoca napoleonica per far posto alla Piazza d’Armi. La cattedrale, dopo il restauro di Edoardo Arborio Mella (1874) su un precedente progetto di Cristoforo Valizone, presenta un interno elegante, a croce latina e a tre navate con una scenografica cupola ottagonale.

Crocifisso

Nella prima cappella a destra è collocato un Crocifisso in legno scolpito, intagliato e policromo. Appare rivestito, dalla vita ai piedi, da una lamina in rame, resasi necessaria nel ‘700 per proteggerlo dall’incontrollata devozione dei fedeli che ne asportavano piccole scaglie come reliquia personale. Opera di area lombardo-piemontese, ma segnata da influssi toscani,è databile nel pieno ‘400, per l’impianto del corpo e l’accentuato espressionismo dei tratti del volto.

Madonna della Salve

La Madonna ai piedi della Croce sorretta da San Giovanni Evangelista detta Madonna della Salve, nella cappella a destra del transetto, è una scultura in legno dipinto, databile ante 1489, quando, a seguito dei prodigi che la statua manifesta, ha inizio la venerazione di cui ancora oggi gode: è infatti attribuita al pavese Baldino da Surso. Danneggiata dall’incendio del 1876, fu restaurata da Antonio Brilla con gusto ottocentesco, senza alterare il sinuoso impianto originario.

Sepolcro del vescovo Marco de’ Capitaneis

Nel corridoio di accesso alla sacrestia è murato il coperchio, scolpito ad alto rilievo e finemente lavorato in marmo di Candoglia, del sepolcro di Marco de’ Capitaneis, vescovo di Alessandria (1458-1478). Il presule, di cui si colgono ancora i marcati tratti somatici, è raffigurato secondo i canoni della scultura funeraria coeva. È stato attribuito ad Antonio Solari, scultore sforzesco attivo nel cantiere del Duomo di Milano nella seconda metà del ‘400.

 

2 – CHIESA DI SANTA MARIA DI CASTELLO

Piazza Santa Maria di Castello

 

L’austera facciata della chiesa più antica e rappresentativa della città – resti di due fasi precedenti, una preromanica (VIII-IX secolo) e una romanica dell’XI secolo furono trovati negli scavi del 1971 – assume l’attuale aspetto “neogotico” nella prima metà del ‘900 a firma di Venanzio Guerci, mentre il bel portale rinascimentale proviene dal fianco su piazza. L’interno, a tre navate con cappelle separate da pilastri a forma di croce, risale a un cantiere iniziato nel 1476 dai canonici Lateranensi. Il campanile venne sopralzato nel 1887 per collocarvi un grande orologio.

 

 

Beata Vergine della Salve

In un’alta nicchia sul lato sinistro del transetto, spicca l’altorilievo della Beata Vergine della Salve, protettrice della diocesi di Alessandria. In pietra, con vistose tracce di policromia, è attribuita a uno scultore lombardo di incerta identificazione degli ultimi scorci del ‘400. Considerata dagli studiosi la versione ad altorilievo più antica della venerata Madonna, si distingue per l’attonita immobilità delle figure.

 

 

Deposizione nel Sepolcro

Il gruppo scultoreo in terracotta policroma risale al terzo decennio del XVI secolo. Di cultura figurativa milanese, memore del Gaudenzio del Sacro Monte di Varallo, offre personaggi straordinariamente delineati: Giuseppe d’Arimatea con turbante e calzari a sorreggere la testa del Cristo; Nicodemo, con una connotazione più rustica e con le tenaglie usate per togliere i chiodi della croce del Cristo; il fulcro della scena è costituito dalle mani di Gesù e delle donne piangenti.

 

Crocifisso

All’arco trionfale del presbiterio troviamo sospeso il Crocifisso in legno scolpito e dipinto (1460-1480), attribuito alla bottega dello scultore pavese Baldino da Surso, ma in realtà sensibilmente diverso dai suoi esemplari più consueti. È una figura ricca di tensione e contenuta tragicità per le braccia scarnificate perfettamente orizzontali, il capo reclinato, la veste rigida e simmetrica, la precisa e plastica rappresentazione anatomica su cui si riflette dura la luce.

Madonna del parto

Sulla lesena che separa la prima dalla seconda cappella di sinistra è collocato l’affresco cinquecentesco della Madonna del parto, residua traccia di un programma decorativo voluto dai canonici Lateranensi, detti anche Rocchettini.

 

 

3 – CHIESA DI SANTA MARIA DEL CARMINE

Via dei Guasco

 

La facciata della bella chiesa a sala (con tre navate di eguale altezza), costruita in forme gotiche nella seconda metà ‘400 dai Carmelitani, arricchita di cappelle e sagrestia, è oggi il risultato di un radicale rimaneggiamento degli anni ’20 del ‘900, volto a reinventare, ma soprattutto all’esterno, un presunto aspetto originale alterato nei secoli successivi. All’interno, fedele alla spazialità originaria, i pilastri e i costoloni in mattoni a vista disegnano un armonioso spazio privo di decorazioni e intonacato in bianco.

 

Pala di Santa Lucia

Notevole trittico su tavola che presenta le Sante Lucia con un donatore, Chiara e Barbara. Si tratta di un’opera importante e firmata del pittore Agostino Bombelli, originario di Valenza ma attivo soprattutto a Genova, noto dal 1510 al 1545. Nel XVII secolo venne ridipinto e trasformato in una pala unica con l’aggiunta di una tela raffigurante i Santi Carlo Borromeo e Biagio in adorazione del Crocifisso. Un recente restauro ha permesso di riscoprire la bellezza delle tavole più antiche, databili intorno al 1520.

 

Crocifisso

 

Il Crocifisso ligneo policromo, visibile entrando all’inizio della navata destra, ha un’anatomia finemente naturalistica, un equilibrio delle proporzioni, un trattamento morbido della capigliatura e della barba: tutte caratteristiche di una nutrita famiglia di crocifissi variamente distribuiti in territorio alessandrino nei primi decenni del XVI secolo.

Colloca l’opera nel terzo decennio la ricerca di un realismo plastico nel restituire il Corpus Christi, anche se un po’ appannato dallo spessore del gesso e dalle ridipinture non solo nel panneggio.

 

 

4 – CHIESA DI SANTO STEFANO

Piazza Santo Stefano

 

Costruita dai Serviti tra il 1742 e il 1773, in uno stile tardo barocco che apre al neoclassico, ha una struttura che ricorda le opere dell’architetto casalese Ottavio Magnocavallo. La massiccia facciata in mattoni a vista è scandita da un ordine gigante formato da quattro colonne e da due lesene laterali. Il coronamento, incompleto, è costituito da un imponente cornicione. Il portale è sovrastato da un timpano tondo, mentre il maestoso e solenne interno è ad aula con quattro profonde cappelle laterali, il presbiterio è retto da colonne con capitelli corinzi e l’abside è poligonale.

 

 

Madonna del parto

Popolarmente noto come Beata Vergine di San Baudolino, è un affresco inserito in una nicchia a destra dell’ingresso.

Collocabile nella prima metà del ‘400, proviene forse dall’antica chiesa di San Baudolino, oppure da un complesso monastico nel quartiere di Borgoglio, abbattuto per fare posto all’erigenda Cittadella. L’iconografia è semplice e popolare: la Madonna è assisa su un trono ligneo e sembra proteggere con i palmi delle mani aperte il Bambino Gesù che le sta seduto in grembo.

 

 

Crocifisso

In legno policromo, il Crocifisso quasi certamente proviene dall’antico Convento dei Serviti di Borgoglio. È situato a sinistra dell’entrata in prossimità dell’altare. Nonostante le vistose e successive stuccature e ridipinture si può datare verso il 1460-70 e riferire all’ambito di Baldino da Surso. La composizione, la struttura anatomica, la lunghezza delle braccia e delle dita delle mani e dei piedi rimandano a una cultura figurativa di ambito piemontese. Notevole appare l’espressività realistica del volto dolorante.

 

 

5 – PALAZZO CUTTICA E SALE ESPOSITIVE

Via Parma, 1

 

L’edificio ospita il Conservatorio e, dal 2003, le Sale espositive del Comune di Alessandria nell’appartamento di rappresentanza che conserva ancora parte degli arredi e delle finiture originali. Le sale ospitano opere di vari periodi, tra cui reperti di archeologia romana e i celebri corali di San Pio V. Edificato nella prima parte del ‘700 in linee sobrie ed eleganti che anticipano il neoclassicismo, il palazzo presenta su via Parma due ingressi, entrambi arricchiti da due telamoni a tutto tondo.

 

Incoronazione della Vergine

Il polittico di Gandolfino da Roreto, proveniente da Bassignana, è una grande tempera mista su tavola databile verso la fine del ‘400, in cui il pittore astigiano mette sapientemente a frutto la sua conoscenza della pittura lombarda di ambito bramantesco, ma anche della pittura cremonese. Colpiscono l’elemento architettonico della cornice con al centro la Madonna circondata da santi (in primo piano santa Caterina d’Alessandria riconoscibile dalla ruota) che si libra in un paesaggio di nitida bellezza e nella parte alta l’Annunciazione e la Crocifissione.

 

Annunciazione

Il trittico del Maestro di San Guido di Acqui è una tempera su tavola realizzata nel 1497, come riportato nell’epigrafe al centro della predella. Proviene dalla cappella di San Giovanni alle Cornaglie in frazione San Michele di Alessandria. Recenti studi identificano il Maestro con il castellazzese Galeotto Nebbia. Improntati a un certo austero arcaismo ai lati dell’Annunciazione, due santi; nella lunetta una Crocefissione incorniciata con due cornucopie a rilievo.

 

 

6 – SALE D’ARTE

Via Machiavelli, 11

 

Le Sale d’Arte sono state ricavate nel 2006 nei locali ristrutturati già sede del Museo, della Pinacoteca Civica e della Biblioteca. Vi sono ospitati gli straordinari affreschi tardo-medioevali ispirati alle storie del Ciclo di re Artù, provenienti dalla cascina Torre di Frugarolo (fine ‘300), i dipinti di Giovanni Migliara e opere dell’Ottocento e del Novecento.

 

 

Francesco Filiberti, Angelo annunciante

In una saletta attigua al ciclo arturiano troviamo l’Angelo annunciante di Francesco Filiberti, scultore alessandrino, proveniente dalla chiesa di San Marco su cui fu costruita la nuova cattedrale. La terracotta, databile fra gli anni ’70 e ‘80 del ‘400, rappresenta l’arcangelo Gabriele ad alto rilievo, rivolto verso destra e benedicente, con un giglio nella mano sinistra. Due elementi architettonici in stile tardogotico fiorito incorniciano la figura inginocchiata dell’angelo.

 

 

7- PALAZZO GHILINI

Piazza della Libertà

 

È il più importante palazzo del ‘700 ad Alessandria, primo grande progetto dell’architetto Benedetto Alfieri (1700-1767). Segno tangibile della potenza economica dei Ghilini, gareggia coi palazzi barocchi torinesi per qualità e ricchezza plastica di soluzioni architettoniche. Di grande interesse la facciata, di pietra e mattoni a vista, l’atrio ottagonale seguito da un secondo più vasto con capitelli pensili che apre alle due corti interne e il doppio scalone a tenaglia. È sede della Prefettura e del Consiglio Provinciale.

 

Francesco Filiberti, Polittico con Madonna e Santi

La terracotta di Francesco Filiberti, autore anche dell’Angelo annunciante nelle Sale d’Arte, illustra episodi del Nuovo Testamento: nell’ordine superiore al centro Gesù che risorge e l’Annunciazione, nell’ordine inferiore la Madonna con quattro angeli e ai lati due santi. È murato sulla parete di fondo della Sala del Consiglio Provinciale dal 1964, proveniente da una chiesa di Rocchetta Tanaro. Formatosi forse nel vivace ambiente internazione della Milano di medio Quattrocento,, Filiberti vi esprime pienamente le sue doti di abile modellatore tardo gotico.

 

Franceschino Boxilio, Madonna col Bambino e Santi

 

La storia del polittico è assai travagliata: fu alienato alla fine dell’800, passato nel mercato antiquario e acquistato dalla Provincia quasi un secolo dopo. Raffigura la Madonna del latte e, negli scomparti laterali, San Bartolomeo (protettore della Confraternita di Pozzolo Formigaro che ne era proprietaria) e San Sebastiano, che, contrariamente all’iconografia consolidata, appare vestito e con le frecce in pugno. Nella predella, storie di San Bartolomeo. Franceschino, membro di una nota famiglia di pittori attivi nel Tortonese, firma e data l’opera nel 1507.

Sentimenti e passioni fra gotico e rinascimento a Palazzo Monferrato

#AlessandriaScolpita | Sentimenti e passioni fra gotico e rinascimento, 1450-1535. Data e luogo espositivo: dal 14 dicembre 2018 al 5 maggio 2019 a Palazzo Monferrato Alessandria, Via San Lorenzo 21. Sito: www.palazzomonferrato.it - FB @PalazzoMonferrato #PalazzoMonferrato #AlessandriaScolpita Fulvio Cervini Camera di Commercio di Alessandria Comune di Alessandria Gianfranco Cuttica Di Revigliasco Roberto Livraghi Antonella Parigi

Pubblicato da Palazzo Monferrato su Martedì 4 dicembre 2018