Il confronto delle esperienze maturate finora per la costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili permette di intravedere un’evoluzione delle forme di governance: da strumenti più semplici si sta progressivamente giungendo alla configurazione di soggetti giuridici più complessi, idonei a svolgere attività di natura imprenditoriale. Inoltre, l’estensione del perimetro territoriale delle Comunità Energetiche Rinnovabili consente di intravedere nuovi spazi per aumentare l’area di attivazione dei benefici ambientali, economici e sociali connessi alla condivisione dell’energia. Di Avv. Francesco Dal Piaz

Dal punto di vista legale, la redazione degli atti istitutivi delle C.E.R. deve essere necessariamente adattata ad un quadro normativo in continua evoluzione, di recente integrato dal Decreto CACER e dalle Regole Operative del GSE, che specificano i requisiti normativi e statutari da rispettare per accedere agli incentivi erogati dal GSE.

Al centro della governance delle Comunità Energetiche Rinnovabili vi sono i Comuni, che rivestono un ruolo essenziale non solo per il coinvolgimento della comunità e delle imprese ai processi di decarbonizzazione dell’energia ma, soprattutto, perché assicurano la finalizzazione di tali iniziative a una mission pubblica, coerentemente con le indicazioni del legislatore nazionale.

Come dimostrato dalle pronunce delle Corti dei Conti intervenute in materia, la costituzione di C.E.R. che prevedono la partecipazione di Enti Pubblici richiede dunque una complessiva considerazione degli aspetti legali e di quelli economico-finanziari, oltre che il rispetto di precisi passaggi procedurali indispensabili ai fini dell’adesione degli Enti a tali iniziative.