Il panorama delle Configurazioni di Autoconsumo per la Condivisione dell’Energia Rinnovabile (CACER) risulta ormai delineato e definito sia a livello normativo che tecnico. Le Regole Applicative pubblicate lo scorso 23 febbraio dal GSE hanno chiarito diversi punti interrogativi che ci accompagnavano dalla pubblicazione del Decreto MASE dello scorso gennaio. Con un contesto più chiaro ed una normativa meglio definita, è arrivato ora il momento di mettere a terra le iniziative. Di Federico Pastorello – SEI srl

I tempi sono estremamente stretti, soprattutto per riuscire a sfruttare tutto il potenziale dei 2,2, miliardi di euro dal PNRR. L’apertura del portale del GSE per la richiesta per l’accesso ai contributi in conto esercizio (incentivi per l’autoconsumo) ed ai contributi in conto capitale per la realizzazione degli impianti FER (PNRR) è prevista per il prossimo 8 aprile, ed il termine per la richiesta dei contributi PNRR scadrà il 31 marzo 2025, ovvero soli 11 mesi dopo.

Questo richiederà un importante sforzo da parte di tutti i soggetti interessati dal processo. Considerati i tempi stretti in cui dovremo, oltre a realizzare i progetti di fattibilità e costituire le CER, anche ottenere, quando necessari, i preventivi di connessione da parte del distributore di rete e le autorizzazioni alla costruzione degli impianti. Sarà pertanto opportuno concentrarci in primo luogo su tipologie di impianti che richiedano brevi tempi autorizzativi (sfruttando le semplificazioni autorizzative per impianti in copertura o per impianti in aree classificate idonee ai sensi degli artt. 20 e 22-bis del D.Lgs 199/2021). Inoltre, le tempistiche molto strette richieste per la realizzazione degli impianti (18 mesi dal riconoscimento dei contributi PNRR), consigliano di concentrarci su fonti energetiche come il solare, che non richiedano tempi lunghi per la realizzazione degli impianti.

Dall’analisi dei casi studio che abbiamo illustrato abbiamo voluto far emergere due aspetti che reputiamo fondamentali: il primo è l’enorme convenienza di autoconsumo di energia da fonte rinnovabile autoprodotta, in particolare per il mondo delle imprese, ancor più in caso di sfruttamento dei fondi PNRR per la realizzazione degli impianti, con il solo vincolo di mettere a disposizione l’impianto ad una CER. Il secondo è quello della necessità di superare qualsiasi “campanilismo comunale”: superiamo l’idea di CER limitate al perimetro comunale, ma ragioniamo per cabina primaria e cerchiamo di creare configurazioni con un numero adeguato di soggetti che siano più solide e più resilienti ad eventuali fermi impianto e/o uscite di soggetti “strategici” dalla configurazione (come grandi produttori o grandi consumatori).